8 febbraio 2026 – Anno A
Che cosa vuol dire essere sale della terra e luce del mondo? Il sale serve a salvare dalla corruzione: il cristiano nel mondo svolge lo stesso ruolo che il sale svolge nel cibo. Noi siamo deboli e peccatori, eppure a noi è affidata questa missione; e dobbiamo riconoscere che nel corso dei secoli, pur con le sue incoerenze, la Chiesa ha portato la novità del Cristo al mondo intero: la Chiesa ha portato un messaggio di eguaglianza (primi cristiani che si oppongono fino alla morte al culto dell’imperatore); ha teso le mani alle categorie più deboli ed emarginate (ammalati, lebbrosi, analfabeti, handicappati. Domani si celebra la Giornata del Malato); ha proposto la non – violenza come unica forza per vincere la violenza; la Chiesa difende i bambini e la vita, difende la famiglia e il vero amore.
Pur riconoscendo i nostri limiti e i nostri peccati, dobbiamo riconoscere che il mondo senza Cristo sarebbe una pura barbarie. Gesù dice ancora: Voi siete la luce del mondo … Così risplenda la vostra luce … È il caso di farsi un po’ di esame di coscienza: quante volte le nostre opere fanno “bestemmiare” il nome di Dio? Il fisico del XIX secolo, Ampere, mise in crisi spirituale un suo giovane studente che lo trovò in una chiesa inginocchiato e con il rosario in mano. Gesù sottolinea anche una possibilità, che è una preoccupazione: se il sale perdesse il suo sapore … Se i cristiani tradissero la fiducia in Dio? se per paura nascondessero il loro talento sotto terra? Il fatto che Gesù ponga il problema ci sta a dire che il rischio esiste: il cristiano è sale della terra solo nella misura in cui è fedele a Gesù; ma l’infedeltà è possibile, e l’infedeltà non ci porta altro che a toccare con mano le nostre insufficienze: a null’altro serve che ad essere via e calpestato degli uomini.
In questa settimana entreremo nel tempo di Quaresima: non c’è tempo liturgico migliore per vivere con serietà il nostro essere sale della terra e luce del mondo. La prima lettura di oggi ci offre una indicazione di un’attualità sorprendente. È un brano che rispecchia bene la situazione del popolo di Israele tornato dall’esilio a Babilonia. Tornando alla vecchia vita, riprende purtroppo anche la vita del peccato. Alcuni dicevano: a che serve digiunare? Tanto Dio non vede. Dio risponde per bocca del profeta ricordando che la vera fede ha un fondamento insostituibile: la carità. Riascoltiamo le parole di Isaia. Dio ci indica chiaramente la strada per essere sale della terra e luce del mondo: tagliare con l’egoismo e sposare la carità. Il problema non sta nel fare di più ma nell’essere di più: essere nella carità.
don Simone