21 dicembre 2025 – Anno A
La liturgia di questa quarta domenica di Avvento è una liturgia che già profuma del Natale. La corona di avvento sull’altare è già tutta accesa; il tempo della promessa e dell’attesa è veramente compiuto. Il profeta Isaia nella prima lettura dice: ascoltate casa di Davide! Il Signore stesso vi darà un segno: ecco la Vergine concepirà e partorirà un Figlio, che chiamerà Emanuele! L’evangelista Matteo, che ha presente davanti agli occhi questo testo, legge la nascita di Gesù alla luce di questa profezia. Matteo sa che il segno di Dio è sempre umile; sa che la venuta del Messia non sarà plateale: sarà senza esibizioni, in condizione leggibile solo attraverso gli occhi della fede. Così è stato!
E Maria si è trovata coinvolta in questo stile divino di fare la storia. Ella nel momento stesso del concepimento di Gesù, diventa un problema, forse anche un fastidio per Giuseppe. Ma resta serena, perché crede; e crede perché è umile. Che grande insegnamento! Anche Giuseppe deve superare la prova; la supera perché è umile, crede e si inserisce nell’opera del Messia. Dio, come sempre, fa grandi cose con i piccoli, con coloro che non si lasciano guidare dall’orgoglio. Non dimentichiamo mai questo fondamentale insegnamento! Il Natale, che fra pochi giorni celebreremo, ci ripropone le scelte di Dio, il suo stile, le sue strade. Riconosciamoci umilmente fuori dalla logica del Natale, cioè fuori dalla logica delle scelte di Dio: perché è la verità, la verità del nostro peccato. Ma convertiamoci e allora la nostra vita sarà illuminata da Cristo e diventerà una nuova Betlemme: e sentiremo nel cuore una gioia immensa, che è la firma sicura della presenza di Dio in noi e di noi in Dio.
Don Simone