II Domenica di Avvento

7 dicembre 2025 – Anno A

La seconda domenica di Avvento ci mette davanti agli occhi le parole e l’esempio di Giovanni Battista. Viene presentato come la “voce che grida nel deserto”: sembra una definizione paradossale! A che serve gridare nel deserto? Eppure Giovanni si presenta come l’uomo che grida nel deserto e questo non lo scoraggia: si sente felice per il bene che fa non per le risposte che trova. E il bene che Giovanni fa a noi oggi sta nelle parole che ci dice: “preparate le vie del Signore”. In questo avvento siamo chiamati a preparare la via del Signore perché questa è ostruita, l’abbiamo riempita di ostacoli: siamo chiamati a colmare i precipizi della vanità, del vuoto, dell’effimero che ci portiamo dentro; abbassare i monti della superbia, dell’orgoglio, dell’autosufficienza: “monti” che tutti purtroppo ben conosciamo.

Allora Dio potrà passare accanto e ci sarà l’incontro tra noi e lui e diventare veramente suoi discepoli. E la via del discepolato oggi ce la traccia proprio il Battista. Di Giovanni ci colpisce subito l’essenzialità (vestito, cibo …): egli non si limita ad indicare la via, ma cammina sulla strada giusta e invita gli altri a camminare con lui. Questa è la nostra missione: annuncio e testimonianza. Madre Teresa un giorno disse: “prima di proclamare il Credo, chiediamoci se siamo credibili”. Noi oggi siamo chiamati ad essere la voce di Dio nel mondo: è stato consegnato il Vangelo da Dio stesso: “come il Padre a mandato me anch’io mando voi”. Ma noi siamo di aiuto o di ostacolo al Vangelo e all’amore di Dio? Giovanni ci ricorda che la nostra fede o è vita vissuta o se no è falsità: infatti si è credenti soltanto cambiando vita e facendo frutti di penitenza. Si è giustificati davanti a Dio non per quello che si dice, ma per quello che si fa. Il Battista ricorda ai farisei, ai sadducei e anche a noi che i doni di Dio non sono privilegi, ma responsabilità. 

Infine Giovanni si mette in disparte. Lo scopo della sua vita è condurre a Cristo e non sostituirsi a lui. Egli ha capito – e ci dice – quale è il ruolo dell’apostolo: condurre Cristo e non a noi. Chiediamo questa grazia al Signore: la capacita di lasciar vedere il Signore. Giovanni, questo grande umile, preghi per noi: dal tronco di Iesse che siamo tutti noi possa allora germogliare di nuovo il virgulto della giovinezza dell’umanità che è il Signore Gesù.

Don Simone